Un generico impianto di condizionamento di tipo Split è composto dai
seguenti elementi:
A. Un’unità esterna (motocondensante) inserita in una carrozzeria appositamente
studiata per poter stazionare all’esterno. Compongono questo elemento:
- il motocompressore
- la batteria condensante
- l’organo di laminazione (capillare
- v. termostatica o restrittore)
- uno o più ventilatori
- l’apparecchiatura elettrica
- le sonde di regolazione
(condensazione, sbrinamento etc.)
- le griglie di aspirazione ed
espulsione
- i rubinetti e gli attacchi per il
collegamento frigorifero
B. Una o più unità interne (vaporizzatore/i) alloggiata in una struttura di materiale
plastico realizzata per essere installata all’interno di un locale. È composta da:
- la batteria evaporante
- uno o più ventilatori
- la scheda elettronica
- la porta infrarossi per il telecomando
- il contenitore per lo scarico della condensa
- le griglie di aspirazione ed espulsione
complete di fi ltri
- gli attacchi per il collegamento frigorifero
C. Il collegamento frigorifero tra l’unità interna e la/e unità esterna/e è composto
da due tubazioni coibentate: una di andata (liquido) ed una di ritorno (fl uido
refrigerante). Esiste una normativa precisa per la regolamentazione delle tubazioni
in rame che impone diversi standard sulle caratteristiche tecniche. Le più
importanti riguardano lo spessore e il grado di “pulizia interna” del tubo di rame
espresso dal residuo massimo di carbonio.Tubolit e Armafl ex Split e Duosplit
rispondono appieno a queste caratteristiche (vedi pg. 8).
D. Il collegamento elettrico che permette la sincronizzazione tra le unit�
E. Il sistema di scarico condensa: serve per convogliare le acque di condensa
nella direzione dello smaltimento;
F. Il fl uido refrigerante deve essere idoneo alle attuali normative vigenti (vedi pg. 23)
È necessario verificare l’esatta carica di fluido refrigerante adatta per l’impianto
nel seguente modo: Utilizzare i manometri Armacell a doppia scala pressione/
temperatura (vedi pg. 20) il termometro a contatto (vedi pg. 20) – Smontare
il pannello di accesso lato compressore – Misurare le seguenti temperature:
Te (evaporazione) e Tc (condensazione) entrambe si leggono dal monometro;
Ta (gas aspirato) e Tl (liquido) entrambe si leggono dal termometro a contatto
- Verificare che:
1. Ta – Te = compresa tra 5 e 10 °C (surriscaldamento)
2. Tc – Tl = compresa tra 5 e 10 °C (sottoraffreddamento)
Nel caso in cui i valori di surriscaldamento e sottoraffreddamento non siano
entro i limiti riportati occorre controllare quanto segue:
Se il surriscaldamento è < 5 °C oppure il sottoraffreddamento è > 10 °C significa
che la carica di gas è eccessiva (nel caso dell’anomalia del surriscaldamento
può trattarsi anche dell’insufficenza della portata d’aria nella sezione interna).
Se il surriscaldamento è >10 °C oppure il sottoraffreddamento è < 5 °C la carica
di gas è insufficiente (in questo caso possono verificarsi anche altre situazioni:
l’ostruzione del dispositivo di laminazione – l’insufficenza della portata dell’aria
nella sezione esterna).



