
Quante volte ci è capitato di lasciare acceso il climatizzatore anche quando non è necessario? Questa domanda se la sono posta tanti paesi, di tutto il mondo, i quali hanno ideato strategie per poter risparmiare energia.
In Spagna per accendere un climatizzatore ci devono essere almeno 24 gradi. In Corea e in Cina 26 gradi. In Giappone, da tempo, la soglia è quella dei 28 gradi. L’obiettivo? Risparmiare energia.
Domande cumuni
- Perché, infatti, lasciare acceso il condizionatore tutto il giorno quando non si sta in casa? C’è chi lo fa.
- Perché tenere acceso il condizionatore al massimo e lasciare aperte le finestre della stanza? C’è chi lo fa.
- Perché tenere la temperatura a 20-21 gradi, indossare maglie e maglioni in piena estate e rischiare di ammalarsi? C’è chi lo fa.
Negli Stati Uniti, da questo punto di vista, sono a nostro avviso molto indietro (ovunque tu vada sembra entrare in una ghiacciaia); ma in Italia la situazione non è poi così tanto diversa ! In Italia pare siano installati ben 9 milioni di apparecchi di cui soltanto il 30% risulta in classe A (massima efficienza energetica), perché costano un po’ di più degli altri. In compenso i condizionatori di classe inferiore consumano parecchio: in sei ore quanto un frigoriferi da 300 litri in una giornata.
A Milano il sindaco Letizia Moratti ha abbassato l’aria condizionata nel suo ufficio, mentre in alcune sedi della Regione Lombardia e della Provincia sia già in uso il limite dei 24 gradi.
La parola d’ordine deve essere ecoefficienza. Questo non significa, in nome dell’ecofficienza, dire addio al comfort. Lo stesso discorso deve essere fatto anche per quanto riguarda il riscaldamento. Ci vogliono impianti ecoefficienti per non sprecare energia preziosa.
Gli incentivi, per cambiare caldaie e migliorare la coibentazione degli edifici già esistenti, non mancano. Quante volte ci è capitato, entrando in una struttura pubblica, vedere aprire le porte delle finestre perchè fa troppo caldo?



