Riciclo dei climatizzatori al 97,5%!


Negli ultimi anni la crescita dei climatizzatori in Italia è aumentata a livello esponenziale. Da quanto sostiene ReMedia, consorzio italiano che si occupa della gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ha dimostrato attraverso alcuni test, che è possibile riciclare il 97,5% del materiale che costituisce i climatizzatori.

Il mercato della climatizzazione ha registrato nel 2006 un fatturato di 1.330 milioni di euro, con una crescita del 3,6% rispetto al 2005. Alcune indagini prevedono che entro il 2020 potrebbro portare la domanda di condizionatori a 17-18 milioni.

Il riciclo dei climatizzatori

Dove finiscono i nostri condizionatori quando sono giunti alla fine della loro vita? Al pari di altri elettrodomestici, rappresentano un serio problema ambientale che può essere in gran parte risolto attraverso misure di recupero e trattamento.

Lo sapete infatti, che un climatizzatore può essere riciclato fino al 97,5%? A questo dato è giunto ReMedia, consorzio italiano multisettore che si occupa della gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ha effettuato recentemente un test ad hoc sottoponendo a trattamento 1,5 tonnellate di condizionatori. I risultati mostrano che è possibile riciclare il 97,5% del materiale che costituisce i climatizzatori, mentre non vengono recuperati il condensatore, i gas HCFC, l’acqua e pochi materiali di scarto, che complessivamente rappresentano il 2,5 % del materiale in ingresso.

Gas nocivi

Il riciclo di un climatizzatore – spiega ReMedia – ha una valenza ambientale sotto diversi punti di vista: in primo luogo per la presenza di gas ozono lesivi al suo interno, che al momento del trattamento devono essere raccolti per evitarne la dispersione in atmosfera con conseguente danno allo strato atmosferico di ozono; in secondo luogo, perché dal climatizzatore è possibile riciclare molte materie prime, originando un notevole risparmio energetico rispetto alla estrazione o produzione di materiali vergini.

Tre fasi per il riciclo

Una volta raccolti presso il centro di raccolta comunale e portati presso l’impianto di riciclo, il trattamento delle apparecchiature prevede tre fasi principali:

  1. stoccaggio
  2. messa in sicurezza
  3. smontaggio e separazione dei materiali.

Il consorzio spiega che, come per tutti gli apparecchi della categoria “freddo” (ad esempio frigoriferi e congelatori), occorre prestare particolare attenzione alla fase di messa in sicurezza dei climatizzatori, poiché contengono – come accennato – nei circuiti refrigeranti gas ozono lesivi (CFC e HCFC), e ciò è vero soprattutto per gli apparecchi di vecchia generazione che sono quelli che più numerosi approdano oggi nelle piazzole ecologiche.

Due le fasi previste per la messa in sicurezza:

  1. l’estrazione degli oli e dei gas CFC/HCFC dal circuito di raffreddamento
  2. lo smontaggio del compressore dalla carcassa del condizionatore.

Nella successiva fase di smontaggio i vari componenti vengono separati per tipo di materiale per essere inviati al riciclo e a nuovi usi produttivi, in alcuni casi dopo essere stati sottoposti a triturazione in piccoli pezzi.

Dalla tabella sottostante che riporta dati puntuali, si evidenzia che solo il condensatore, i gas HCFC, l’acqua e pochi materiali di scarto (che complessivamente rappresentano il 2,5 % del materiale in ingresso) non vengono recuperati

FRAZIONI PESO (tonnellate) % di riciclo % di recupero
compressore+olio
0,44
100%
100%
rame
0,04
100%
100%
scarti
0,02
0%
0%
motori+ventilatori
0,13
100%
100%
cavi
0,01
100%
100%
interruttori
0,00
100%
100%
trasformatore
0,01
100%
100%
condensatore
0,01
0%
0%
scambiatore di calore
0,22
100%
100%
componenti elettronici
0,01
100%
100%
plastica mista
0,22
100%
100%
ottone
0,01
100%
100%
HCFC
0,01
0%
0%
carta
0,00
100%
100%
olio
0,00
100%
100%
acqua
0,00
0%
0%
metalli ferrosi
0,38
100%
100%
polistirene
0,00
0%
0%
 
1,51
97,5%
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