
Degli studi condotti da un laboratorio specializzato dell’ Università di Berkeley hanno messo in evidenza che nelle grandi metropoli le temperature estive in media sono superiori di circa 5 gradi Fahrenheit rispetto a quelle che si trovano in provincia nelle classiche villette a schiera con giardino. E che quanto più la temperatura è elevata tanto più rapida è l’ attività chimica che produce l’ inquinamento!
Il Tetto verde (tetto vegetale o anche copertura vegetalizzata) è un concetto di copertura che utilizza della terra e dei vegetali al posto dell’ardesia, della tegola… Si possono distinguere due principali tipologie di inverdimento: quello estensivo e quello intensivo. La differenza sta nei costi di costruzione, oneri di manutenzione e prestazioni globali. Per verde estensivo si intende un sistema che utilizza specie vegetali in grado di adattarsi e svilupparsi nelle condizioni ambientali in cui sono poste, mentre per verde intensivo si intende un sistema che richiede maggiori cure rispetto al precedente e l’ausilio di una manutenzione di maggiore intensità.
I risultati di uno studio diretto dal Prof. H.J. Liesecke hanno dimostrato che gli inverdimenti estensivi riescono a ridurre efficacemente gli agenti inquinanti dei gas di scarico, confermando che il tetto verde è un fondamentale elemento disinquinante: letteralmente consuma il calore, il quale viene trasformato in energia che, a sua volta, alimenta erba e piante, si trasforma cioè in biomassa.
Perchè un tetto verde?
Per la straordinaria quantità di vantaggi rispetto alle tradizionali soluzioni in coppi o alle squallide coperture dei palazzi cittadini:
- È bello da vedere e, secondo i casi, fruibile.
- Protegge la copertura riducendo l’ escursione termica giornaliera e stagionale.
- Aumenta l’ isolamento termico e acustico dell’ edificio
- Riduce l’ inquinamento dell’ aria intrappolando le polveri sottili
Va tuttavia precisato che il tetto verde può andare bene per case nuove, ma non è economico metterlo sul costruito esistente. Oltre che richiedere delle cure (va innaffiato se non piove da settimane), è più costoso di quello tradizionale e può essere messo a dimora solo se la struttura portante regge carichi che vanno dai 100 kg (tetto inclinato) ai 300 kg (tetto piano con giardino a piccoli arbusti) al metro quadro.
Cosa succede in Italia?
Pare che anche nel nostro Paese si stia sviluppando il mercato del verde pensile, nel quale fanno scuola i tedeschi, sia per la normativa edilizia che per le tecnologie e le imprese più all’ avanguardia. L’ idea è quella di sostituire la normale copertura del tetto con un vero e proprio giardino; è praticabile sia nei tetti piani di grande superficie che nei tetti inclinati di piccole casette familiari. Ovviamente nel primo caso lo spazio sarà anche a disposizione come area ricreativa, nel secondo no.
Le regole di progettazione di queste coperture sono state discusse, e messe in un’unica norma nazionale: la UNI 11235, che definisce le regole di progettazione, esecuzione, manutenzione e controllo di coperture a verde, con elemento di tenuta realizzato con membrane bituminose, in poliolefine o in polivinilcloruro, in funzione delle particolari situazioni di destinazione d’uso, di contesto climatico e di contesto edilizio.
In Italia è presente l’ associazione di categoria AIVEP (Ass. Italiana Verde Pensile) inoltre ci sono stati eventi di sensibilizzazione pubblica per la diffusione di questa innovazione da parte di Legambiente e SkyGardenProject. Non esistono però incentivi su grande scala per grandi città, come invece avviene in altri paesi europei e non. In Germania per esempio, oltre il 13% degli edifici ha il tetto verde.
I vantaggi derivanti dal tetto verde
- isolamento termico
- regolazione del deflusso delle acque meteoriche
- lunga durata dell’ impermeabilizzazione
- depurazione e ossigenazione dell’ aria
- riduzione delle polveri (particolato solido) in sospensione nell’ aria
- difesa da inquinamento acustico
- disponibilità di nuovi spazi per il ciclo vitale di insetti e uccelli



